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COLLEZIONISTI "PER CASO"

 

Alessandro Porta ha condotto una brillante carriera da stilista in campo automobilistico. Ma da bambino sognava di guidare i trattori

 

• di Ottavio Repetti

 

Quante passioni sono cominciate per caso? Collezioni di francobolli nate da una cartolina arrivata dal mare, oppure raccolte di tappi di bottiglia avviate da una vacanza in Germania. Certo, quando dai tappi si passa a oggetti più ingombranti il discorso cambia un po', ma del resto può anche capitare che ti regalino un trattore.
È successo, per esempio, ai fratelli Favarin di Piove di Sacco,comunea una quindicina di chilometri da Padova: partendo da un regalo, in vent'anni sono arrivati a 90 trattori d'epoca, tutti funzionanti: restaurati o – quando lo stato di conservazione lo permetteva – rimessi in funzione senza toccare colore, carrozzeria e dettagli originali.

Le origini
Quella dei Favarin è una famiglia di origini agricole. Pietro, il capostipite, ha coltivato la terra da quand'era ragazzo fino alla pensione e assieme alla moglie Marina hamessosu una famiglia "di una volta": nove figli – due femmine e sette maschi – tre dei quali nati da un parto trigemino. I ragazzi non hanno seguito le orme paterne – intendiamo dal punto di vista professionale – ma sono comunque rimasti assai legati alla terra, tant'è vero che si sono lasciati facilmente contagiare dalla passione per la meccanica.
«In effetti tutto iniziò con un regalo: un commerciante aveva ritirato un vecchio Steyr del 1954, un trattore rimasto per 20 anni alle intemperie e ridotto ormai in condizioni pietose. Non sapendo che farsene, lo diede a mio padre e lui si mise in testa, assieme a noi figli, di rimetterlo a posto. Era il 1992, a quei tempi i trattori d'epoca – che erano soltanto trattori vecchi – non valevano quasi niente. Con tempo e pazienza lo recuperammo e ora è uno di quelli a cui siamo più affezionati » ci spiega Emilio Favarin. Superfluo dire che molte macchine seguirono quello Steyr. «Il secondo arrivato fu un Fordson, e poi via via cominciammo a cercare tutti i più rari: Hanomag, Nero Meroni, Lombardini, Porsche eccetera».

La collezione oggi
Al momento, la raccolta di macchine d'epoca della famiglia Favarin conta, come si è scritto, una novantina di pezzi, molti dei quali rari. «Abbiamo il Fiat 600 del 1949, a petrolio, e poi la 601. Il Same DA 17, un David Brown degli anni 50 e il primo Motomeccanica fabbricato dalla Fiat. Inoltre, Farmall e naturalmente diversi Landini Testacalda ». Nonmancano chiaramente le mietitrebbie, tra cui una Dechentreiter unica in Italia,ma anche qualche pezzo che non sempre si trova in collezioni di questo tipo, come uno sgranatoio per il mais con ingranaggi in legno, oppure i buratti o ancora attrezzi quasi a livello di prototipi. Per esempio, una seminatrice semovente o lo Scarabeo di Carraro, unmotocoltivatore progenitore di quelli che siamo abituati a vedere oggigiorno.
Di seguito, qualche dettaglio sui pezzi principali.
Fiat 600. La rarità del modello è legata al parafango lungo. Per portarsela a casa i Favarin dovettero "combattere" con un altro collezionista deciso a farla sua.
Field Boy. Trattore inglese, della metà del secolo scorso. Esposto per 20 anni alle intemperie, era ridotto in pessime condizioni, il recupero non è stato semplice.
Allgaier AP16, detto Algaier System Porsche. Acquistato in Germania, sfoggia ancora la capote in tela originale.
David Brown. Altro trattore inglese, una categoria che nella collezione Favarin occupa uno spazio di rilievo. Alcuni pezzi sono così ben conservati da avere ancora i fanali originali, con il simbolo del trattore in rilievo.
Super Cassani. Fabbricati da Same, sono tra i pezzi più interessanti della collezione. I Favarin hanno il DA67 e poi un DA 30 e un DA25 modello Trento.
Slanzi. Il modello Amico della Slanzi è l'unico presente nella zona. È stato trovato per caso, mentre si cercava tutt'altro.
Trebbia Carra. Nota anche come Carra Suzzara. Modello Virgiliana, ha battitore da 110 cm ed è la più grande realizzata dal costruttore mantovano. Completa di pressa per la paglia.
Trebbia Dechentreiter. Pur essendo molto più piccola della Suzzara, era più produttiva grazie a un battitore da due metri. Ne esistono, a quanto pare, due soli esemplari: quello dei Favarin (l'unico in Italia) e un altro presso un collezionista tedesco.
Carraro Universal. Curioso trattore con seminatrice incorporata, motorizzato Lombardini.
Pala FiatCalzolari. Modello unico in Italia: un impianto realizzato da Calzolari su trattrice Fiat del 1949. Trovata a casa di un amico, a pochi chilometri da casa dei Favarin, ha suscitato anche l'interesse della Fiat.

Una squadra di restauro
Certamente, avere una forza lavoro composta da otto uomini – oltre a Pietro ed Emilio ci sono Alberto, Vanni, Andrea, Paolo, Luigi e Davide – aiuta non poco, quando si devono fare lavori complessi sfruttando i ritagli di tempo. Così, diversamente dalla maggioranza delle collezioni visitate, qui troviamo pochissimi trattori in attesa di restauro. Anzi, per la verità in officina ne abbiamo visto soltanto uno, un Renault a petrolio del 1949, utilizzato da una scuola guida per far esercitare chi chiedeva la patente agricola. Per il resto, a parte qualche attrezzo minore, le macchine sono tutte restaurate oppure recuperate.
«Ci dà una mano anche nostro cognato, che fa il carrozziere e quando è necessario ci rifà i cofani. Motore e impianto elettrico, invece, sono materia nostra », sostengono i fratelli Favarin. «Il lavoro – aggiungono – richiede tempo e costanza. Si fa alla sera, quando si può, oppure il sabato e la domenica, finché le mogli non cominciano a protestare troppo forte».

A caccia di un Fendt
«Il sistema di acquisizione è sempre il solito – ci spiega Emilio –. Scambiamo con altri collezionisti, ma acquistiamo anche. Ovviamente, quando si può, perché ultimamente le macchine d'epoca hanno raggiunto prezzi davvero inaccessibili. Per esempio, abbiamo cercato per anni il Deutz F2L 611, e ci ha fatto davvero dannare. Non se ne trovavano, oppure chi ce l'aveva chiedeva troppo. Alla fine, dopo aver girato per tanto tempo, l'abbiamorecuperato a Maserà di Piave, in provincia di Treviso ».
Oltre a essere uno dei pezzi più rari della collezione, il Deutz è anche l'ultimo arrivato. Per il futuro, i Favarin, avendo sotto i capannoni tanta Italia e tanta Inghilterra, vorrebbero concentrarsi ancora sulla Germania. «Stiamo cercando il Fendt Fix, un trattore degli anni Cinquanta che ci piace particolarmente e che manca dalla nostra raccolta. Col tempo, arriverà. Vorremmo completare il gruppo dei Landini con un Super, anche, ma costa troppo caro: si parla di 30mila euro e oltre». Meglio, insomma, puntare sui tedeschi, più difficili da trovare, forse, ma anche più accessibili.

 

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