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ESCLUSIVAMENTE MADE IN ITALY

 

La collezione di Costamagna nel Cuneese annovera rarità solo del nostro territorio

 

• di Fabrizio Brignone

 

«Solo pezzi italiani, testacalda e di una certa rarità». Così sintetizza l'idea di fondo della propria collezione di trattori d'epoca Claudio Costamagna, cuneese di 57 anni, appassionato di questo tipo di veicoli fin dall'inizio degli anni Ottanta. «II mio primo acquisto - racconta - è stato ne11983, e da allora ho continuato, fino a che, negli ultimi anni, ho cercato di privilegiare pezzi con qualche particolarità o una storia più significativa. Ognuno di questi 'pezzi ' ha una propria storia». Da sempre occupato nel settore della carrozzeria e del soccorso stradale, Costamagna porta avanti questa passione nonostante le incombenze del lavoro: «È un pallino, non so nemmeno io come mi sia venuto e perché, ma mi sono sempre piaciuti questi trattori e ho cercato di migliorare continuamente la collezione. E in questa passione sono coinvolti anche i miei figli, Matteo e Cristiano. Inoltre, abbiamo sempre acquistato libri, materiale e pezzi di ricambio, documentazione e gadget, e tanti modellini, per portare avanti questa passione e per conoscere sempre meglio il mondo dei trattori».

 

Landini e Orsi i mattatori

La collezione "targata Costamagna" è composta di pezzi rigorosamente made in Italy, tutti con qualche particolarità. Come il Landini Velite stradale, che aveva lavorato nel Milanese per trainare i barconi sui navigli, modificato quindi per i servizi traino su strada (quarta marcia aggiunta, con velocità fino a 25 km/ h, ma anche scarico posteriore e in basso con un silenziatore, capotte e parabrezza). «Attualmente sono solo t re i Velite di questo genere - spiega Matteo - di cui uno assolutamente uguale, a Mantova, e restaurato, mentre un altro a Cremona è simile, ma non identico, con piccole variazioni tecniche o estetiche. Di conservato originale e così, quindi, esiste solo questo». Particolarità e rarità caratterizzano anche due Landini con ruote posteriori semicingolate, un L25 (acquisito nel Torinese) e un L55 (dalle colline modenesi, restaurato, ne rimarrebbero meno di 15 esemplari in giro, attualmente). Altri pezzi rari sono un Bufalo Landini del 1940, con ruote originali in metallo e uniche (in fusione quelle anteriori, come il mozzo delle posteriori); un primo Landini con freni indipendenti e cambio a quattro velocità con retromarcia; un Super Orsi 50, immatricolato nel 1947, esteticamente uguale al 45, ma con la C aggiunta alla matricola frontale e con "K 50" in fusione sulla testa; un Super Orsi RV, il primo con regolatore variabile, realizzato in 228 esemplari; un Orsi 40 cavalli del 1935 circa, con matricola 180, di cui esistono ancora appena una decina di "pezzi"; un L45 del 1955, completo di accessori e originale in ogni suo componente, poco usato e quindi ben conservato, e poi restaurato dal collezionista; un L25 con vernice originale, del1956 e "unico proprietario"; un Argo tra gli ultimi prodotti - sui 470 complessivi, matricola 426 - già con soluzioni tecniche d'avanguardia per i tempi (motorino d'awiamento, bloccaggio del differenziale e sollevato re idraulico); un Su per Landini, anche in questo caso "di fine serie", con ruote in gomma e parafango posteriore rialzato.

 

Aneddoti e curiosità

Aneddoti e storie particolari in questi tre decenni di collezionismo? «Da scriverne un libro», scherza il cuneese. E poi quando comincia a raccontare ci si accorge che forse un libro no, ma una serie non breve di pagine sì. Come il Bufalo Landini "inseguito" da Costamagna fino ai confini tra Francia e Spagna, nella zona di Lourdes, dove era giunto da Padova e dove è stato acquistato dal Cuneese. O come quella volta Reggio Emilia, in cui Costamagna arrivò a una manifestazione con un trattore appena comprato nella zona, un "pezzo" di cui tanti collezionisti in zona erano a conoscenza ed erano interessati, tanto che avevano cercato di entrarne in possesso, ma non c'erano riusciti. Tra le storie più curiose c'è quella del Landini 55 che ha richiesto una decina d'anni per realizzare l'acquisto. «Spesso sentivo il proprietario - ricorda Costamagna - diceva di venirlo a vedere (a Canelli, nell'Astigiano), poi non si decideva e magari alzava il prezzo da una volta all'altra. Quanti viaggi a vuoto, corse per vederlo e poi acquistarlo, e invece nulla. Per carità, è una situazione da mettere in conto in questo genere di collezionismo, però in quel caso i tempi si stavano davvero trascinando, e la determinazione veniva meno. Una volta ero là con mio figlio, e ci fece arrabbiare molto perché per l'ennesima volta lo avevamo raggiunto per ritirare il trattore e ci sentimmo dire no. Quel giorno, però, ci suggerì che un suo conoscente ne possedeva un altro. Il tempo di vederlo e verificare le caratteristiche e lo prendemmo senza esitazione: era il Velite con capotte, che oggi è uno dei pezzi a cui teniamo di più. Successivamente, poi, riuscimmo anche a farci vendere il trattore che cercavamo inizialmente da quell'agricoltore di Canelli». Socio del Gamae da una decina d'anni, Costamagna è stato anche presidente del Club Trattori d'Epoca Piemonte, che conta un centinaio di soci e che oggi vede alla guida il figlio Matteo. E negli ultimi anni, questo sodalizio ha avuto il momento di massima visibilità e soddisfazione con la realizzazione della grandiosa esposizione con raduno e festa "Agricoltura d'altri tempi" , nel 2005. «Una festa così - commentano i due con una punta di rammarico - non sarà mai più ripetibile, almeno qui sul nostro territorio. Non perché l'avevamo organizzata noi, owiamente, ma perché c'era stato un tale entusiasmo, sforzo organizzativo e impegno di risorse che difficilmente può essere portato avanti, senza l'intervento di sponsor massicci e comunque senza una piena collaborazione tra collezionisti e tra club. Perché è importante sapere dove sono i pezzi per realizzare le serie complete e tutto questo viene reso possibile dai contatti personali sviluppati attraverso la partecipazione a raduni e manifestazioni».

 

UNA "MINIATURA" PERFETTA

L'ultima "creatura" della collezione di Claudio Costamagna deriva da un'idea che l'appassionato cuneese è riuscito a realizzare grazie alla collaborazione di un fabbro "d 'altri tempi": Benvenuto Ferrero (70 anni, della vicina Santa Croce di Cervasca), che ha creato una replica in scala 1:2 perfetta e funzionante di un testacalda Orsi 40 hp, tutto realizzato a mano in ferro saldato e molato (l 'unico elemento non in carpenteria è il pistone fuso in bronzo). Oltre un anno di lavoro che ha unito pazienza certosina e genio artigiano, per creare ogni singolo pezzo, e il risultato è un "minitrattore" - che è anche un esemplare unico, ovviamente - che funziona secondo la stessa tecnica del testacalda. «Era un mio sogno, volevo farlo realizzare da dieci anni - ricorda Costamagna -, Il passaggio più complicato, per il signor Ferrero, è stato quello dei complessi calcoli per la camera di compressione del carburante, però dopo mesi di studio ce l'ha fatta. Difficile descrivere l'emozione, quando l'abbiamo visto in moto! Il fabbro mi ha telefonato, l'ho subito raggiunto in officina, è stato davvero un bel momento» • F.B .

 

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