Slanzi

 
 

Tra i ghiacciai dell’Ortles e dell’Adamello si trova la Val Vermiglio, dove, da tempo immemorabile in Val Vermiglio. Durante i lunghi inverni si fabbricavano pentole, tegami e quant’altro che in primavera si mandavano a vendere in pianura.

Stefano Slanzi era uno di questi valligiani che costruiva, vendeva e, quando è necessario aggiustava. Nella sua lenta peregrinazione con bottega e famiglia al seguito, verso la metà del 1800, Stefano si fermò a Novellara nella bassa Reggiana dove trovò l’opportunità prima di riparare e poi di costruire caldaie per caseifici. Guglielmo figlio di Stefano sposò una donna di Campagnola che gli dette tre figli maschi: Pietro, Giuseppe e Francesco che assieme ai fratelli Lombardini Adelmo, Alberto e Rainero costituirono nel 1919 la società Slanzi &C. per la costruzione di piccoli motori per uso prevalentemente agricolo. Nel 1930 la società si sciolse e i fratelli Lombardini diventarono rappresentanti generali della Slanzi per il centro-sud d’Italia prima di iniziare con una azienda tutta loro la produzione di motori a Reggio Emilia.

Nella seconda metà degli anni Trenta la Slanzi iniziò la produzione di motori diesel di varie potenze ottenendo un buon successo. Terminata la seconda guerra mondiale, avvantaggiata dalla notevole esperienza motoristica, Slanzi progettò un piccolo trattore a 4 ruote motrici con ottime prestazioni. Il trattore fu gradito e ne vennero costruiti oltre 700 esemplari fino al 1959 quando la casa decise di sospendere la produzione per dedicarsi esclusivamente alla costruzione dei motori, produzione che continuò fino agli anni Novanta quando la Slanzi venne assorbita dalla Lombardini.