Raimondi

 
 

Romeo Raimondi, nato a Parma da genitori bolognesi, inizia nel 1922 a Modena a costruire biciclette a motore col marchio “MR” dove M sta per Enrico Malagoli, socio finanziatore. Cinque anni dopo Malagoli si ritira e l’azienda cambia nome e attività: “Officine meccaniche Romeo Raimondi, costruzione di motori industriali e di motopompe per uso agricolo”.

Nel 1933 nasce la società “RC” dove C sta per il nuovo socio ingegner Armando Caiumi, al cui apporto tecnico si deve la nascita del primo Diesel ad iniezione diretta della casa, che viene a completare la gamma dei motori fissi e delle motopompe carrellate. Due anni dopo Caiumi si trasferisce alle officine Landini di Fabbrico e Raimondi, il 15 marzo, iscrive la sua nuova impresa: la ditta individuale “RC – officina Romeo Raimondi”.

Alla produzione industriale e agricola si aggiunge quella destinata alla nautica: motori Diesel da 50 a 100 cavalli per la Regia Marina e di svariate potenze per il mercato.

Distrutta dalla guerra, l’officina Raimondi riprende l’attività con motori industriali, gruppi elettrogeni e motopompe agricole. C’è anche un trattore da 50 cavalli che resta prototipo e un altro da 20 cavalli che attira l’attenzione dei fratelli Rossi di Bologna i quali chiedono prima di associarsi, poi ottengono di costruire loro su licenza questo veicolo che, in varie versioni, registra un notevole successo.

Allo sviluppo dei motori, si affianca quello dei trattori. Agli inizi degli anni Cinquanta Raimondi realizza il “Leprotto”, un piccolo trattore dotato di un motore da 500 cm3 raffreddato ad aria. Questo veicolo risponde in pieno alle esigenze richieste dalle fornaci di laterizi per movimentare i loro materiali. Richiesto di produrne 500 all’anno, Raimondi rifiuta e cede a Ottavio Bergamini tutti i modelli e i disegni, accontentandosi di fornirgli una decina di motori la settimana.

Nello stesso periodo Raimondi progetta e costruisce il “Bruco”, un trattore rivoluzionario: quattro ruote motrici uguali, senza volante, ma dotato di freni di sterzo come i cingolati. Il primo Bruco viene immatricolato nel 1953 e il modello resta in vita per una ventina d’anni con potenze di 40 – 45 – 50 e 80 cavalli. Con la filosofia del Bruco vengono realizzati spazzaneve, macchine movimento terra e pale caricatrici.

Romeo Raimondi scompare nel 1972 quando i figli Renzo e Roberto hanno già abbandonato motori e trattori per dedicarsi alla costruzione di macchine pulitrici o motoscope per impiego industriale, dove operano tuttora.