Fordson

 
 

Il trattore Fordson sfiorò il milione d’esemplari, record ancora imbattuto, e dette il vita ad un tipo di veicolo leggero, potente, maneggevole il cui prezzo poteva essere alla portata di molte borse. Il primo trattore, Ford lo costruì nel 1907 impiegando parti meccaniche di una sua automobile. Nel 1909 un altro prototipo stavolta con motore longitudinale e trazione anteriore, convinse Ford a cercare un progettista e lo trovò in Eugene Farkas, un ingegnere ungherese.

Farkas inventò il “motore portante”, nel senso che sino ad allora i trattori avevano appoggiato i loro organi meccanici ad un telaio, mentre lui li unì saldamente tra loro risparmiando quattrini e guadagnando in peso e robustezza. Il prototipo, corredato da un motore Hercules, venne pronto nel maggio del 1916 ma intanto gli Stati Uniti erano entrati in guerra e l’industria fu chiamata a soddisfare le commesse militari. Ford pensò che il trattore avrebbe potuto benissimo attendere la fine del conflitto. Se non che arrivò dalla Gran Bretagna una richiesta quasi disperata: stavano finendo le scorte alimentari e dovevano provvedere ad effettuare le semine invernali.

Servivano urgentemente cinque mila trattori Fordson. In soli cinque mesi Ford impiantò una fabbrica ex novo in un capannone di Dearborn (Michigan), organizzò la produzione e consegnò i cinque mila trattori previsti realizzando un exploit che non sarebbe facile ripetere anche con i mezzi di oggi. Il veicolo portava la sigla “F” e venne costruito dal 1917 sino al 1928 per complessivi 746.842 esemplari, un autentico record. Tra le caratteristiche principali c’erano il motore d’origine Ford a quattro cilindri con valvole laterali funzionante a petrolio e raffreddato ad acqua (radiatore e termosifone), la cui cilindrata di 4149 cm3 sviluppava una potenza di 19 cavalli a 1000 giri. Nel 1924 venne adottato il magnete e la potenza aumentò di un paio di cavalli.

Nel 1929 la produzione venne interrotta negli Usa per iniziare a Cork, in Irlanda (dalla matricola 747.682 sino alla 779.135), dove il modello prese la sigla “N” e subì altre modifiche, tra le quali la più significativa fu l’aumento dell’alesaggio da 102 a 104,8 millimetri, che portò la cilindrata a 4378 cm3 e i cavalli a 27,2 per la versione a benzina e 23,2 per quella a petrolio. Quattro anni dopo la fabbrica di Cork venne trasferita in Gran Bretagna, a Dagenham dove vide la luce il primo Fordson inglese con la matricola 779.154; l’ultimo con il numero 983.647 scese dalla catena di montaggio il 4 giugno 1945.

Per il colore, i primi esemplari erano grigio macchine per diventare color grigio perla all’inizio degli anni Venti. Il modello N nacque blu scuro, diventò arancio alla fine degli anni Trenta per passare al verde cupo nel 1942. Per quanto riguarda l’Italia, Ford aveva ottenuto l’autorizzazione a costruire una fabbrica di automobili a Bologna. Il fabbricato era quasi pronto quando, causa l’opposizione della Fiat, dovette rinunciare all’auto e ripiegò sul trattore. Nacque così il Ford Bologna dove non fu mai costruito ma solo assemblato con le parti che arrivavano dalla Gran Bretagna. A Bologna probabilmente subirono qualche piccola modifica e vennero dipinti in bordeaux scuro. I bolognesi lavorarono nel dopoguerra sul Major a petrolio aumentando la potenza da 40 a 50 cavalli e forse precedettero la Casa nel montare il diesel.

Interessante l’esame dei prezzi. Il Fordson N con parafanghi (veniva proposto anche senza con la differenza di circa 500 lire), veniva offerto nel 1929 a 19.600 lire, somma inferiore ai concorrenti diretti quali l’Austin o l’Hanomag (20.000 lire), il nuovo Fiat 700 (21.500 lire) o il Renault (23.000 lire). Nel listino ufficiale del 1931 veniva offerto un Fordson “senza ruote e senza parafanghi” a 17.150 lire! Non si comprende cosa se ne facesse un agricoltore di un trattore senza ruote!

Ci si chiede ancora oggi perché Ford non impose ai trattori il proprio nome come aveva fatto con le automobili. Le ragioni furono due. In primo luogo i soci di minoranza della Ford Motor Company non consentirono l’uso del nome in quanto, nel caso che l’operazione andasse male, ne avrebbe sofferto anche la parte auto e avrebbero perso quattrini. In secondo luogo perché esisteva già un trattore col nome Ford. Infatti, quando cominciò a circolare la voce che Ford intendeva costruire un trattore, un gruppo di speculatori di Minneapolis costituì, con un certo Paul Ford, la Ford Tractor Company con l’obiettivo di ricavarne quattrini vendendo il nome all’industriale già tanto famoso.

Il 27 luglio del 1916 venne fondata la Henry Ford & Son, dove Son stava per figlio. Quando nel 1917 si dovette battezzare il trattore, venne deciso di comprimere la ragione sociale e nacque Fordson. Il nome piacque e continuò ad essere usato anche quando gli impedimenti iniziali erano già stati superati: la Ford Tractor venne liquidata all’asta il 21 ottobre del 1918, mentre nel 1919 Henry e il figlio Edsel avevano acquisito la totalità delle azioni del settore auto e potevano fare ciò che volevano del proprio nome.